La normativa italiana in materia di femminicidio: criticità e urgenza di una tutela cautelare "ad hoc"
di [Avv. Alberto Vecchiolla]
Il panorama giuridico italiano attuale, pur avendo fatto passi avanti nella lotta alla violenza di genere, presenta ancora criticità strutturali allarmanti. Come professionisti del diritto, ci scontriamo quotidianamente con un limite invalicabile: l'incapacità del sistema di imporre misure coercitive realmente efficaci nei confronti del presunto aggressore prima che la situazione degeneri irreparabilmente.
L’impunità e il rischio della vittima
La criticità principale risiede nella fase genetica del procedimento. Spesso non si riesce a dare una misura cautelare incisiva che permetta di affermare il primato della tutela della vita. Il risultato è un paradosso normativo in cui il soggetto agisce quasi impunemente, portando nella stragrande maggioranza dei casi alla morte della vittima stessa.
Il nodo delle denunce e la paura delle ritorsioni
Un punto nodale della questione è il ritardo o l'assenza della querela. La realtà ci dice che molte donne non denunciano subito. Questo accade perché in Italia, attualmente, non tutte le vittime sono adeguatamente supportate nel percorso che porta alla proposizione della querela. Il timore di ritorsioni da parte dell'aggressore è un ostacolo psicologico e materiale che paralizza la vittima, portandola in molti casi a un destino tragico.
Criticità procedurali: archiviazioni e mancate tutele
Anche quando la donna trova il coraggio di denunciare, l'iter giudiziario presenta delle falle:
- L'archiviazione: Troppe querele vengono archiviate senza un approfondimento adeguato.
- Mancanza di isolamento: Seppur la querela prosegua, non sempre i giudici adottano le cautele necessarie per fermare e isolare il soggetto in questione.
Una proposta legislativa: Inasprimento e misure "ad hoc"
A mio modesto avviso, la priorità del legislatore deve essere duplice. Da un lato, è necessario un netto inasprimento delle pene. Dall’altro, occorre un cambio di paradigma procedurale: bisogna valutare querela per querela, caso per caso, applicando una normativa che preveda immediatamente una misura cautelare specifica.
L’obiettivo deve essere chiaro e immediato: isolare l'uomo dalla donna. Solo attraverso l'applicazione sistematica e tempestiva di misure cautelari "ad hoc" potremo finalmente garantire che la querela non resti un foglio di carta, ma diventi un vero scudo per la vita.
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